[vc_row][vc_column][vc_custom_heading source=”post_title” font_container=”tag:h2|text_align:center|color:%23d40057″ use_theme_fonts=”yes” css=”.vc_custom_1570282872929{border-bottom-width: 60px !important;padding-top: 0px !important;}”][vc_custom_heading text=”di Francesca Mandelli” font_container=”tag:h5|text_align:center” use_theme_fonts=”yes” css=”.vc_custom_1570713099209{border-bottom-width: 60px !important;padding-top: 0px !important;}”][vc_empty_space height=”15″][grve_divider line_type=”custom-line” line_width=”100%” padding_bottom=”28″][vc_column_text el_class=”autore-racconto”]

Francesca Mandelli, originaria di un paesino di tremila abitanti nell?alto varesotto, ? redattrice e si occupa di social media per Gli Stati Generali. L?Isola ? la sua Milano. Milano ? ormai la sua Isola.’

[/vc_column_text][grve_divider line_type=”custom-line” line_width=”100%” padding_bottom=”40px”][vc_empty_space height=”15″][vc_column_text]Sette e trenta di un mercoled??sera qualunque. Giuseppe suona il citofono. Domenico, il coinquilino con il quale condivido l?appartamento di via Volturno all?Isola, a Milano, da ormai quattro anni, corre in camera esclamando: ?C?? il Cavaliere qua sotto?.

Incredula mi affaccio dal balcone per verificare la notizia, che aveva tutta la parvenza di essere uno scherzo del buon Giuseppe. Due auto ingombranti e particolarmente lucide sono parcheggiate di fronte al portone del condominio, non ? uno scherzo. Prendo le chiavi, l?Iphone e non mi preoccupo del pigiama rosa a pois che indosso, e corro gi? con Domenico per raggiungere l?amico, ma soprattutto il ?vecchio? Cavaliere.

L?autista ci osserva nella nostra concitazione e sorride divertito. Mi giro a destra e vedo arrivare Agostino (anche lui condivide l?appartamento con me e molta vita), che conclude una conversazione al telefono dicendo all?interlocutore: ?Luca ti chiamo dopo, ho il Cavaliere sotto casa?. Mi giro a destra, e da via Sebenico spunta il Cavaliere, proprio lui, oggetto di tante discussioni politiche, di molti?malumori e insofferenze, uomo che, a suo modo, mi ha aiutata a capire da che parte stare.

Gli stringiamo la mano, lui sorride, ? emozionato nel vedere quattro trentenni (sembriamo pi? giovani) ad aspettarlo di fronte al portone che da ragazzino?varcava quotidianamente, e dove poco pi? in l?, oggi, arriva e si ferma sempre un?ambulanza. Facciamo una foto, un paio a dire il vero. Agostino, da fedele diavoletto, lo chiama Presidente e vorrebbe molto dirgli quanto gli manca quel Diavolo l?, ma si limita a ringraziarlo per gli anni d?oro. Il Cavaliere ci guarda, cerone sul viso e capelli finti come siamo abituati a vedergli addosso, vestito elegante, quasi come se il tempo non volesse e dovesse passare mai per lui, e invece ? proprio passato.

Ho le chiavi al collo, indosso un pigiama rosa a pois e un paio di infradito arancioni, abito nel condominio in cui viveva sua nonna. ?Sapete, una volta abitavo qua io? ? afferma il Cavaliere ? guardando commosso le finestre e indicandoci quelle che una volta erano le sue. ?Noi viviamo al secondo piano? ? dico timidamente, mentre lui racconta che da bambino dormiva in sala. Gli chiediamo se vuole salire, o suonare agli inquilini di quella che un tempo era casa sua, ma non se la sente. Vorrebbe sapere com?? oggi quell?appartamento, ma non ha voglia di suonare o arrecare disturbo. Domani compie 80 anni. Vorrei chiedergli molte cose, ma mentre lo guardo andare via con un passo piuttosto stanco e affaticato, mi limito a dire: ?Auguri per il suo compleanno?.

Racconto originariamente pubblicato su?Gli Stati Generali e rielaborato con amore per #postcardsfromisola.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]