LA LA ISOLAND

un racconto di: Piera Comparin

Over sixty, insegna progettazione in un liceo artistico, ha cominciato a frequentare il quartiere Isola da quando i suoi nipotini hanno deciso di nascere qui. Apprezza molto la loro decisione.

Forse è perché non abito in questo quartiere ma quando arrivo ho sempre l’impressione di essere capitata sul set di un film.

Non vi sembra che quel pezzetto di Via Borsieri con gli alberi, le panchine colorate e tanta gente che passa chiacchierando, possa essere una strada di Manhattan in un film di Woody Allen?

E le mamme che aspettano i bambini all’uscita della scuola? Fasce viola su capelli rossi, calze turchesi sotto cappotti verdi, paillettes e nastri sui golfini. E poi? Zoccoli, tacchi e stivali, cappelli e sciarpe colorate e svolazzanti.

Pronte per un musical da ballare nella strada vuota sotto gli occhi di due vigili complici e sorridenti.

La stazione, poi, è il luogo ideale dove girare la scena di un film d’azione: un inseguimento tra binari, scale, angoli e gradini, salite, discese, fino ad arrivare a quegli enormi corridoi deserti e inquietanti. E in sottofondo l’ossessivo annuncio dei treni in partenza.

Esiste poi un piccolo giardino selvatico e gentile, sicuramente il retro di una vecchia villa della campagna inglese, luogo ideale dove prendere un tè in tazze di porcellana tra i tanti vasi tutti diversi, tra piante e gatti che vivono imperturbabili da soli, incuriositi dai bambini di passaggio.

E il sabato mattina, attraversando alcune zone del mercato, non avete avuto la sensazione di essere una comparsa in un film di Bollywood?

Guardando i prodotti su alcune bancarelle e immaginando la strada coperta di terra rossa, potreste immaginare di essere capitati nella piazza principale di Calcutta.

O siamo forse ad Agadez, dove un gruppo di tuareg si sta preparando ad un’avventura nel deserto?

Anche il tram, quando arriva spuntando da dietro una curva, entra nel film. Siamo a Parigi dove tra una libreria, un negozietto e una piazzetta, seduti al tavolino di un piccolo bar, si sta girando una storia tenera e romantica.

Non abito all’Isola ma ci vado spesso perchè lì abitano i miei nipoti. È bello ogni volta immaginare che tutti siano attori impegnati in un loro ruolo, e ci si sente accolti con disinvoltura, sapendo che tutto è vero ma non c’è da crederci.

Del resto si tratta di un film.

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